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Dignità cristiana

La nostra vita al di qua della morte è segnata da un desiderio profondo e insaziabile. Le persone umane, strane creature che siamo, vivono costantemente sull'orlo della disperazione proprio per questo: siamo esseri finiti con un desiderio apparentemente infinito. Vogliamo essere “felici”; vogliamo essere “buoni”; ma non riusciamo a capire cosa significano quelle parole o come portarle alla realizzazione. E per debolezza o impazienza troviamo questo immenso desiderio dentro di noi costretti a rivolgerci invece a cose più piccole, passeggere, che distraggono ma non soddisfano mai. E cediamo a noi stessi senza mai capire cosa siamo o quale sia il nostro scopo.

Ma poi «il Verbo si è fatto carne e ha posto la sua dimora in mezzo a noi» e «a quelli che l'hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio». Usiamo spesso questa frase e la lanciamo con apprezzamento per la tenerezza dell'immagine: essere figli e figlie di Dio. Ma ci rendiamo conto di quanto sia folle? C'è un solo Figlio di Dio, per questo lo chiamiamo l'Unigenito. Tutti noi siamo solo creature, cose che sono avvenute e che un giorno svaniranno, senza mai avvicinarsi all'eternità che è condivisa tra il Padre e il Figlio... tranne ciò che i Vangeli ci rivelano nel singolare evento che cambierà il significato dell'essere umano per sempre: l'Incarnazione. Gesù è venuto e ci ha rivelato che noi semplici creature umane potremmo essere unite a Dio, potremmo chiamarlo “Abbà, Padre”, se ricevessimo la grazia dello Spirito di adozione, se fossimo uniti a Cristo, se fossimo un Figlio con Lui. Essere umani non è più semplicemente essere una creatura nobile, ma essere capaci di essere uniti a Dio, di essere veramente figli e figlie del Padre in Cristo.

Questo “in Cristo”, quindi, significa che dobbiamo sforzarci di essere altri Cristi, mediante la nostra unione con Lui, e questo nel senso più audace. Santa Elisabetta della Trinità ha una bella preghiera che non trattiene questa identificazione che il cristiano cerca e ha con Cristo: “O Fuoco consumante, Spirito d'Amore, vieni su di me, e crea nella mia anima una specie di incarnazione del Parola: che io sia per Lui un'altra umanità nella quale possa rinnovare tutto il suo Mistero».

Nella tua prossima Santa Comunione, lascia che il mistero dell'Incarnazione si ripeta in te. Lascia che la Parola di Dio si faccia carne e dimori in te. Vivere per essere uniti a Cristo, conformati a Cristo, per aggrapparsi a Lui finché non avremo la gioia di dimorare eternamente con Colui che ci chiama Suoi figli, che osiamo chiamare Padre Nostro solo mediante la nostra unione con Suo Figlio. Cerca di essere veramente figli e figlie di Dio e non accontentarti di niente di meno.



fr. Andrew Thomas Kang, OP | Incontra i Fratelli Studenti in Formazione QUI